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Sabato 31 ottobre 2009
RICORDO DI FEDERICO FELLINI

50 anni di dolce vita

Intermeeting con il Lions Club Riccione e il Lions Club Santarcangelo

 

LOCANDINA

 

50 anni di Dolce Vita: a spasso tra le pieghe della memoria

1959-2009: sono passati esattamente cinquant’anni dall’uscita sugli schermi de “La dolce vita”, uno dei tanti capolavori di Federico Fellini. Un’opera che, forse più di altre, ha segnato un’epoca e che sicuramente ne è stata simbolo. In occasione di questo anniversario, sabato 31 ottobre tre Lions Clubs si sono riuniti presso il Grand Hotel di Rimini, certamente la cornice migliore per ricordare il famoso film e le atmosfere tipicamente felliniane. Soci ed amici del Lions Club Santarcangelo, organizzatore della serata, si sono ritrovati unitamente ai Lions dei Clubs Rimini Riccione Host e Riccione, per ascoltare Francesca Fabbri Fellini, nipote del grande regista, intervenuta sul tema “50 anni di Dolce Vita: a spasso tra le pieghe della memoria”.

Prima della gustosa cena ispirata alle ricette di Maddalena Fellini, sorella di Federico e mamma della stessa Francesca, il Presidente del Lions Club Santarcangelo Gianni Falchi, alla presenza di Fabio Barone e Flavio Rondina, Presidenti rispettivamente dei Lions Club Rimini Riccione Host e Riccione, ha introdotto la relatrice e gli ospiti Maurizio Berlati, Presidente della I Circoscrizione, e Guido Zangheri, Delegato della Zona D.

RESOCONTOPiù che una vera e propria relazione, l’intervento di Francesca Fabbri Fellini è stata piuttosto la narrazione di un’epoca, di mutamenti del costume e di sentimenti profondi. Il filmato dedicato all’amore tra Federico Fellini e Giulietta Masina, presentato nel corso di una puntata di “Porta a Porta” e riprodotto in sala con il commento della stessa Francesca, è stato lo spunto per introdurre l’incontro tra i due avvenuto all’inizio della carriera di entrambi; da quell’incontro nacque un rapporto sfociato in un matrimonio rimasto solido negli anni nonostante dispiaceri, imprevisti e traversie. Un cammino comune costellato dai successi artistici di entrambi, attrice lei, regista lui. Cinque gli Oscar vinti da Fellini, l’ultimo dei quali alla carriera, ed uno vinto proprio per la “Dolce Vita”: film che spaccò l’Italia, che immortalò, attraverso lo sguardo amaro e disincantato del regista, la dolce vita degli anni ’50 e ’60 proprio nel momento in cui andava spegnendosi. Rimasto simbolo per antonomasia di una fetta di società solo in apparenza brillante e spensierata, ma in realtà viziata e decadente, il film fu duramente criticato dalla Chiesa e dai benpensanti del tempo per contenuti ed immagini, dando il via ad una serie di contrasti e polemiche che fecero temere il ritiro del film dalle sale. Tutto di quel film ha fatto epoca: il bagno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi, il fotografo Paparazzo, che ha dato il suo nome ai fotografi della stampa di oggi, il maglioncino a collo alto, la via Veneto rimasta tappa obbligata dei turisti di tutto il mondo.

Tra i ricordi più forti di Francesca Fabbri Fellini occupano ovviamente un posto importantissimo i momenti vissuti in famiglia, i soprannomi, gli scherzi; il rapporto tra Federico e Giulietta, così saldo da durare per tanto tempo; il carattere sognatore e bugiardo di lui, in contrasto con quello forte ed ordinato di lei, che diventava interprete del sogno concluso e diventato già film, e di quello nuovo, ancora da sognare e tradurre in pellicola.

Accanto a tutto ciò, una rapida cronaca, accompagnata da brevi filmati d’epoca, della carriera di Federico e Giulietta, dei premi vinti e delle emozioni provate insieme, fino alla malattia e la morte di Federico, seguito a distanza di pochi mesi da Giulietta. Una cronaca che ha fatto rivivere Federico Fellini nelle sale del suo amato Grand Hotel, mescolando dimensione privata e pubblica di questo maestro, grande della storia del cinema, riminese autentico.

 Lion Monica Sardonini

 
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