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Martedì 17 febbraio 2009

PITTURA DEL CINQUECENTO A RIMINI

LA BOTTEGA DEI CODA

Conferenza di Alessandro Giovanardi

“ … una bottega che lo studioso non esita a definire  minore nel panorama artistico italiano, anche se …

Per comprendere appieno la dissertazione di Alessandro Giovanardi, è anzitutto necessario ricordare le opere oggetto di esame critico da parte dell’oratore.
Due dei dipinti della bottega dei Coda sono conservati nel Museo della Città di Rimini che, in Internet, li presenta così:

“Al clima della Rimini cinquecentesca introducono le piacevoli pitture di Benedetto e Bartolomeo Coda: il primo, di origini venete, si stabilì, alla fine del Quattrocento, a Rimini, ove diede vita, con i figli Bartolomeo, Francesco e Raffaele alla bottega che operò, in maniera diligente e piacevole, fra Romagna e Marche. Da ricondurre al capostipite sono "La Madonna con il Bambino, santi e angeli" e "Lo Sposalizio della Vergine", commissionata dalla Compagnia dei Fornai per l'antica Cattedrale di Santa Colomba”.
Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì. La domenica l’ingresso è gratuito.

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La Madonna con il Bambino santi e angeli - Particolare
Copyright©2009 Gilberto Urbinati - www.gilbertourbinati.com

 

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La Madonna con il Bambino santi e angeli
Copyright©2009 Gilberto Urbinati - www.gilbertourbinati.com

 

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Lo sposalizio della Vergine
Cpyright©2009 Gilberto Urbinati - www.gilbertourbinati.com

 

Il Cinquecento nascosto a Rimini
Alessandro Giovanardi al Lions Club Rimini - Riccione host

Come è noto, il Cinquecento è stato un secolo particolare e travagliato per Rimini, come del resto per tutta la storia europea: la spaccatura della cristianità, la conseguente reazione repressiva del cattolicesimo, lo sfruttamento del nuovo mondo con le sue enormi risorse hanno modificato completamente la situazione preesistente. In Italia lo spezzarsi dell’equilibrio fra le signorie e la conseguente instabilità politica, hanno favorito le invasioni straniere. Rimini dunque ha visto il suo definitivo passaggio dal dominio dei Malatesta a quello dello Stato della Chiesa e, durante il lungo arco temporale del Governo Pontificio in Romagna, si è trasformata gradualmente nella città che oggi conosciamo. Già dal Cinquecento infatti vennero adottati dal nuovo Governo provvedimenti per le opere di manutenzione del porto, per il contenimento delle periodiche inondazioni del Marecchia, di difesa delle coste dalle incursioni delle armate turche, ma nel contempo vennero privilegiate le operazioni di abbellimento specie nei luoghi di culto.

foto4Dopo questa introduzione del Presidente del Lions Club Rimini - Riccione Host Ettore Ranocchi, è intervenuto martedì 17 febbraio all’Hotel Holiday Inn, ospite del Club, il dott. Alessandro Giovanardi sulla produzione artistica cinquecentesca meno nota della nostra città e sulle situazioni che l’hanno determinata. Scrittore e saggista di cose antiche, docente di Arte Sacra al Corso di laurea in scienze religiose “Alberto Marvelli” di Rimini, Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, titolare di una borsa di studio di ricerca all’Università di Siena, Alessandro Giovanardi dal 2000 si occupa di storia della pittura antica e di critica d’arte contemporanea.
Il tema specifico della relazione di Alessandro Giovanardi, intitolata “Il Cinquecento nascosto a Rimini”, verteva sulla “bottega dei Coda tra arcaismo e modernità”: una bottega che il nostro studioso non ha esitato a definire minore nel panorama artistico italiano, anche se le figure ricche di simbolismi e di allegorie testimoniano la ricchezza morale degli Autori, in grado di accogliere e filtrare altresì suggerimenti orientali e balcanici. Del resto – ha osservato Giovanardi - la tradizione bizantina conserva tutta la sua importanza nella nascita della tradizione pittorica del ‘400 e del ‘500: il simbolismo permane e va oltre il comune modo di sentire la storia dell’arte.
Il Presidente del Lions Club Rimini Riccione host consegna
un ricordo della serata al dottor  Alessandro Giovanardi

Contemporaneamente, nel Rinascimento vi sono “rinascimenti costanti e continui” delle precedenti tradizioni pittoriche in un fluire dinamico che anticipa, riprende e reinterpreta spunti pittorici classici proiettandoli nel quotidiano e nel futuro. La bottega riminese di Benedetto e Bartolomeo Coda riunisce la classicità bizantina all’acquisizione della classicità ellenica, non dimenticando nel contempo spunti di vita e realtà quotidiana del tempo: splendido esempio di questo accostamento è la raffigurazione del Cristo con l’adultera, ove Bartolomeo inserisce nel mantello del Cristo i motivi a stampa ruggine di stile romagnolo e la barba del Cristo bipartita simbolizza la doppia natura umana e divina, tipica dell’iconografia del Pantocrator.

La serata è quindi proseguita con un’ampia carrellata di immagini riguardanti dipinti e icone e quadri “trasportati” in icone: alcuni artisti infatti con meccanismo devozionale tendevano a replicare più volte le proprie opere.

Un altro capolavoro esaminato è stato a questo punto la pala d’altare di Bartolomeo Coda, scena di grande bellezza e intensità, con angeli musici che richiamano i putti presenti nel nostro Tempio Malatestiano, ma in una dimensione più giocosa, che la rende quasi musica coagulata nel colore.
Nella tavola lignea di Giovanni Bellini, maestro dei Coda, gli angeli hanno ali ben specificate, più simili a quelle degli uccelli che non a una visione spirituale e ultraterrena. Qui la pittura viene trasportata su legno e sparisce l’oro di fondo, sostituito da un’oscurità che la rende sospesa nel tempo. Sono queste rappresentazioni intense ed emotivamente coinvolgenti che meritano certo più attenzione e comprensione da parte non solo del pubblico ma anche degli studiosi. Con questo richiamo e con questo auspicio Alessandro Giovanardi ha concluso la sua dotta e appassionata conferenza.
Il Presidente Ettore Ranocchi dopo essersi  vivamente congratulato con lui, l’ha ringraziato calorosamente e a nome del Club gli ha consegnato un omaggio a ricordo dell’interessante serata.
Lion Monica Sardonini

 

 
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