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16 ottobre 2006

Ricordo di Secondo Casadei

Intermeeting con gli 8 Club delle zone D E

La musica da ballo romagnola ha origine nella seconda metà dell'800 imitando lo stile dei val-zer, polche e mazurche mitteleu-repei, che sostituiscono quelli di tradizione folcloristica rappre-sentati da saltarelli e manfrine. Le orchestrine erano il veicolo di diffusione di queste nuove danze: si esibivano nei circoli cittadini come nelle feste paesa-ne. Alla fine dell'800 Carlo Brighi (Zaclein), primo violino di Arturo Toscanini e iniziatore del folclore romagnolo, ebbe l'intuizione unire agli aristocratici violini, alla chitarra ed al contrabbas-so, il ruspante, "pettegolo" ed impertinente zufolo, meglio noto come clarinetto in do. La sono-rità brillante di questo simpatico strumento, unita alla caratteristi-ca degli esecutori di staccare le note, ne ha determinato la tipica personalità allegra e briosa che contraddistingue la musica ro-magnola. Con Secondo Casadei questa musica, resa ancor più ballabile, viene portata ai mas-simi livelli di popolarità, creando un mix di suoni ed armonie che si rivela vincente nel tempo e che continua a far ballare e divertire migliaia e migliaia di persone.
Secondo Casadei, l'artefice, il protagonista e l'interprete più grande della musica folcloristica romagnola, creatore principe del fenomeno "liscio", che ha fatto e continua a fare ballare genera-zioni di romagnoli e di italiani, nasce a Sant'Angelo di Gatteo (Forlì) il primo aprile del 1906. Per tradizione di famiglia, dovrebbe diventare sarto, ma la musica lo attrae irresistibilmente. Dopo qualche anno di studi classici, lascia le lezioni di violino e si dedica alla sua grande passio-ne: la musica da ballo. Debutta con successo in orchestra a soli sedici anni, suona poi anche con Emilio Brighi, figlio del grande Zaclein, ma la sua massima aspirazione è quella di avere un complesso tutto suo e il sogno si awera nel 1928 con un sestet-to, un organico tutto nuovo per un'orchestra romagnola. Infatti accanto al clarinetto in do, ai due violini, al contrabbasso ed alla chitarra, affianca due nuovi strumenti (grande novità per quei tempi): il sassofono e la batteria. Nei primi anni '30 Secondo Casadei dà inizio al filone della canzone dialettale romagnola, per consentire alla sua gente di cantare i propri sentimenti nella lingua della propria terra. Famose diventeranno: "Burdèla avèra", "Un bès in biciclèta", "Balé burdèli" e tante altre.
Scri-ve sempre e ogni piccolo spunto gli basta per riempire righe e righe del pentagramma. La sua vena è inesauribile e il pubblico lo adora dimostrandogli affetto e simpatia in ogni occasione. Non si perde d'animo quando il do-poguerra porta con sé la musica americana, che dilaga in tutte le sale da ballo, ed è l'unico capo or-chestra che difende fedelmente ed ostinatamente il genere musi-cale romagnolo pur affrontando mille difficoltà. L'arrivo del nipote Raoul a fine anni '50 è una ventata di freschezza che porta in orchestra una nuova energia. Insieme firmano motivi di grande popolarità: è una straordinaria accoppiata vincente, di suc-cesso e simpatia. Nasce così l'Orchestra Spettacolo Secondo & Raoul Casadei che si esibisce tutti i giorni dell'anno, tranne il 2 novembre, il primo giorno di Quaresima e il Venerdì Santo.
Nel 1966 Secondo Casadei riceve l'onorificenza di Cava-liere della  Repubblica Italiana; comincia ad occuparsi di lui con grande interesse anche la stam-pa, ma chi lo porterà alla grande popolarità nazionale sarà Vittorio Salvetti che lo farà partecipare con uno straordinario succes-so al Festivalbar. Le sue 1078 incisioni sono la colonna sonora di ogni avvenimento significativo della sua vita e di quella di tutti coloro che lo seguono. "Roma-gna mia" (1954), ormai ballata e conosciuta in tutto il mondo gra-zie anche a Radio Capodistria, allora popolarissima, e grazie all'avvento dei juke-box, porta Secondo Casadei alla fama in-ternazionale. Egli riesce in ogni occasione a"trasmettere ai suoi orchestrali, sempre validissimi professionisti, entusiasmo, grin-ta ed amore per un genere mu-sicale che, diceva, non sarebbe mai tramontato finché ci fosse stata una sola persona che avesse avuto voglia di ballare.
Scompare il19 novembre 1971, fra l'incredulità e il dolore della sua gente e la sua bacchetta passa a furor di popolo al nipote Raoul Casadei, che porterà l'orchestra alla massima popo-larità ed in seguito,nel 2000, a suo figlio Mirko.
Le musiche di Secondo Casadei conservano intatte oggi più che mai, quella freschezza, quella vivacità ed originalità che rendono assoluta-mente tipica e unica la produ-zione di questo artista, che lo scrittore e regista Leandro Ca-stellani ha definito nel suo libro "Lo Strauss della Romagna". Egli rappresenta unanimemente l'espressione più alta e genuina dell'anima ballerina e canterina della Romagna. Le sue note hanno rallegrato e rallegrano festose serate danzanti, incontri tra amici, liete ricorrenze; hanno accompagnato ed accompagna-no fieri romagnoli all'estrema di-mora. Ha amato il suo pubblico di un amore profondo e dal suo pubblico è stato, di uguale amo-re, ricambiato. Con semplicità ed umiltà ha fatto cose grandi, così come grande è nel cuore della gente, il suo ricordo: il ricordo di un uomo, di un violino e di un pentagramma, capaci di toccare le corde dei sentimenti più autentici ed immortali.
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Alla serata, alla presenza del Governatore, hanno preso parte in veste di relatori:
  • l’avv. Riccardo Chiesa, notissimo personaggio del Cesenate, cultore delle tradizioni romagnole, profondo conoscitore della carriera artistica di Secondo Casadei, sul tema : Come è nato il liscio: origini ed evoluzione dell’”uomo che sconfisse il boogie”:
  • la signora Arte Tamburini, prima, storica cantante degli anni ’50, scelta da Casadei in un’epoca d’imperante maschilismo...canoro, sul tema : Una sfida che destò scalpore;
  • la signora Riccarda Casadei Valletta, sul tema : Secondo Casadei, mio padre.
Ad allietare l’intermeeting sono intervenuti un gruppo musicale guidato dallo showman Moreno “il Biondo” e i ballerini folcloristici romagnoli (grazie alle Edizioni Musicali Casadei Sonora).

 

 
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