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4 marzo 2006

Romanze senza parole

Originale performance del professor Loris Pellegrini

Romanze senza parole
L'esperienza sonora nella poesia del Novecento

Letture a cura del prof. Loris Pellegrini

Per quanto misconosciuto esiste un importante e longevo filone della poesia novecentesca che va sotto il nome di poesia fonetica. Si tratta, come dice la definizione stessa, di poesia costruita non con le "parole" bensì con i "suoni". Non che la cosa sia poi tanto rivoluzionaria: esempi di poesie fatti con suoni, rumori, onomatopee insomma, risalgono all'antichità. Ma, certo, gli inquieti artisti del Novecento hanno ben girovagato per i labirinti di questa possibilità espressiva. Tutti ricordiamo certi curiosi versi "sonori" pascoliani, ma poi l'esperimento è proseguito fino a, diciamo lo pure, la provocazione, e alcune volte fino alla parodia e al sorriso. Ci divertiremo così con l'ineffabile Morgenstern, gli scoppiettanti Martinetti e Cangiullo, i provocatori Tzara e Schwitters, per finire con i "divertissements" di Edwin Morgan. E il pubblico potrebbe anche partecipare alla costruzione della eccitante Macchina tipografica di Giacomo Balla. Mica è vero che la cultura è sempre noiosa.

Loris Pellegrini è nato e vive a Rimini. Gli studi filosofici non gli hanno impedito di occuparsi di letteratura "minore" (Parlami d'amore. Le più belle pagine d'amore, Guaraldi 1994; Fisiognomica letteraria. Le più belle pagine sul corpo umano, Guaraldi 2002), di storia locale (Rimini nei diari di viaggio, in Storia illustrata di Rimini, N.E.A., 1989), di problemi linguistici (Il professore e la Signorina. Dialoghi sull'ortografia italiana, Guaraldi 1995), e soprattutto, di teatro: come regista (Palco baleno, 1995; L'uomo dai piedi a rovescio, 1999), come autore (Sol Re Ut, 1986; Sala d'attesa, 1996) e come l'uno e l'altro (La riunione, 2005).

Lion Monica Sardonini

 
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