PDF Stampa E-mail

Lunedì 24 maggio

INTRATTENIMENTO SULLA “CULTURA DEL VINO”

NUNC EST BIBENDUM

a cura del socio dottor Maurizio della Marchina
e del sommelier professionista Bruno Piccioni

NUNC

Lunedi 24 maggio 2010 presso l’Hotel Holiday Inn di Rimini i Soci del Lions Club Rimini – Riccione Host si sono riuniti in un meeting avente per tema “ Cibo e Vino,un universo da esplorare”.
I relatori della serata sono stati il lion Dott. Maurizio Della Marchina, sommelier di terzo livello per passione hobbistica, il quale ha illustrato i rapporti fra vino e società nella storia ed i legami fra vino e salute ed il sommelier professionista Bruno Piccioni,esperto degustatore e membro della commissione didattica della Associazione Italiana Sommeliers, il quale ha introdotto gli astanti al complesso ed articolato mondo eno-gastronomico ed ai segreti degli abbinamenti cibo-vino.
Alla serata era presente il Segretario Distrettuale Piergiorgio Ballanti e Signora ,nonché il Delegato di Zona Guido Zangheri e l' Officer Distrettuale Pier Luigi Foschi e consorte.
Erano inoltre ospiti del Club il dott. Alessandro Mularoni e Signora, in rappresentanza dell’associazione volontaria AMOA (Associazione Medici Oculisti per l’Africa) ed il relativo Service ed il lion Agostino Gori del Club Rubicone accompagnato dalla Signora in rappresentanza del Service “Corri per chi non può”.

Il tema dell’incontro era volto ad avvicinare i presenti alla conoscenza di una bevanda che fa parte della nostra cultura e delle nostre tradizioni da tempo immemorabile, ed a rendere più consapevole il suo consumo, particolarmente in relazione allo stretto legame con i cibi che vengono assunti contemporaneamente.

Il primo utilizzo del prodotto della vite risale ad oltre 8000 anni fa, nella terra della cosiddetta “mezzaluna fertile”, in medio oriente e la prima figura storica che avendo assunto troppo vino ne soffrì le conseguenze fu Noè, magistralmente illustrato da Michelangelo sul soffitto della Cappella Sistina.
Nella tomba di Tutankhamon, faraone egizio, furono addirittura rinvenuti recipienti contenti vino,con l’indicazione dell’annata e del produttore, quasi moderne DOC!
E’troppo facile ricordare lo stretto rapporto con il vino del mondo greco, di quello etrusco e soprattutto di quello romano, in cui le osterie (cauponae) facevano ampiamente parte del panorama urbano.
Dobbiamo però ai Galli l’utilizzo della botte per il trasporto e la conservazione del vino e, volando nei secoli, dobbiamo ad un monaco francese, l’abate del monastero di Hautvilliers, Don Perignon, la codifica delle modalità per la produzione di vino di elevata qualità, contenuto in bottiglie con tappi di sughero: lo Champagne!

La scienza moderna ha svolto numerosi studi sulle proprietà organolettiche e salutari del nettare di Bacco, evidenziando come il vino, se bevuto da persone in buona salute ed in quantità moderata, possa addirittura allungare la vita di oltre 4 anni rispetto agli astemi.
Gli antiossidanti ed il resveratrolo svolgono poi funzioni importanti nel potenziare le difese immunitarie e nel proteggere i vasi sanguigni e la circolazione.

La degustazione del vino è regolata da precise e ferree disposizioni “scientifiche”, dovendo valutare gli aspetti visivi, olfattivi e gustativi della bevanda.

Inoltre la vera e propria scienza posta alla base dei corretti abbinamenti del vino con il cibo basa i suoi dettami sulla necessità di suscitare sensazioni gustative armoniche, in maniera tale da mantenere una generale gradevolezza degli stimoli gustativi stessi.
Alle caratteristiche aromatiche, dei grassi, della struttura, della dolcezza del cibo, vanno accostate quelle aromatiche, sgrassanti, di acidità del vino; e gli stessi abbinamenti vengono effettuati per tradizione, per contrapposizione, per concordanza, per psicologia etc.

Il menu della serata è stato rigorosamente basato su cibi e vini della tradizione romagnola, iniziando dalle misticanze di Romagna per terminare alla classica zuppa inglese,attraverso l’assaggio degli strozzapreti e della lombata arrosto, cui sono stati abbinati un bianco frizzante, un rosso di corpo ed un sublime albana passito a concludere la serata, condotta con magistrale effervescenza e simpatia da Bruno Piccioni, dovizioso di motti e calembour tipicamente romagnoli.

L’interesse ed il coinvolgimento suscitati dall’argomento del meeting ci hanno indotti a sottolineare come la ricerca e la valorizzazione anche culturale delle nostre radici e la conoscenza approfondita delle abitudini di vita siano tematiche certamente meritevoli di approfondimento e di indagine.

Lion Maurizio Della Marchina (Fotografie del Lion Maurizio Morolli)

 
2 girls 1 cup