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Martedì 4 maggio

TERAPIA DEL DOLORE

Conferenza del dott. William Raffaeli

direttore del’unità operativa di terapia antalgica e cure palliative

dell’ospedale Infermi di Rimini

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«Il dolore non è un sintomo, ma una malattia vera e propria, e va curata come tale». Questo, in sostanza, il sunto del discorso tenuto dal dott. William Raffaeli, direttore del’unità operativa di terapia antalgica e cure palliative dell’ospedale Infermi di Rimini, durante l’incontro dal titolo “ Il dolore cronico, una malattia ad alto impatto biologico e sociale”, organizzato dal Lions Club Rimini Riccione host.

terapia2L’insigne medico, direttore e fondatore della prima scuola di perfezionamento in terapia del dolore per i clinici multiprofessionale ISAL e presidente di FederDolore, professore a contratto in anestesia e rianimazione presso l’Università degli studi di Parma, ha esordito comunicando che una importante novità che va proprio nella direzione di un cambiamento nella concezione della sofferenza è l’approvazione della legge 1771, avvenuta lo scorso marzo, la quale stabilisce la detabellizzazione degli oppioidi e garantisce al paziente un trattamento analgesico più accessibile. E un ruolo di non poco conto nell’approvazione della legge lo ha giocato proprio l’impegno del dott. Raffaeli, alla guida di uno dei poli di cura più all’avanguardia nella gestione della terapia del dolore cronico.
Oltre ad essere stato tra i primi centri ad aprire in Italia (nel 1985), dalla scuola Isal di Rimini passa il 95% dei dirigenti dei reparti nazionali. Sempre qui sono in sperimentazione alcuni dei 5 nuovi farmaci presenti al momento in Italia. Ma è la nuova normativa che sembra aprire nuove prospettive di cura. «La speranza è che la nuova legge cambi le percentuali di pazienti che soffrono», ha affermato il professore, riportando dati piuttosto sconcertanti.

terapia3Il 28% di chi soffre dolore cronico ha cambiato ruolo nel proprio lavoro; il 22% è in depressione; il 14% ha perso l’occupazione; in 200mila manifestano una sofferenza definita “insopportabile” negli ultimi tre mesi di vita; il 57% deve aspettare tre anni prima di ricevere cure analgesiche. Inoltre, «una migliore gestione della terapia del dolore garantirebbe un risparmio di 800 milioni di euro, perché il 43% dei pazienti necessita di un doppio ricovero dovuto alla sofferenza post-operatoria». Oltre a ciò, si nasconde anche un problema culturale: «fino ad ora i medici erano restii a prescrivere farmaci oppiacei perché pensavano che il dolore fosse un fattore guida alla malattia, invece è stato dimostrato che la probabilità di guarire scende del 16% se non viene sopito.
Ora speriamo che la situazione cambi». Intanto ISAL ha approntato una campagna di sensibilizzazione: il progetto “100 città contro il dolore” verrà illustrato alla camera dei deputati il 17 maggio, alla presenza dell’onorevole riminese Sergio Zavoli.

Al termine della sua applaudita relazione, il dott. William Raffaeli, dopo avere risposto con grande cortesia alle numerose domande che gli sono state poste dai soci Lions, ha ricevuto per la Fondazione ISAL il service del Lions Club Rimini Riccione host.

Successivamente il presidente del Club, avv. Fabio Barone, ha conferito due altri importanti service, uno di carattere nazionale a favore dei Cani Guida all’officer distrettuale prof. Giovanni Pietro Biondi, l’altro a favore della Casa Sant’Anna, al presidente, dott. Alberto Marsciani.

 
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