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“La libertà rubata”

Martedi 15 febbraio 2011 presso l’Holiday Inn di Rimini  il Lions Club Rimini Riccione Host ha tenuto il secondo meeting conviviale del mese, in interclub con il Lions Club Santarcangelo.

L’Officer distrettuale del M.E.R.L. Leadership, Lion Piergiorgio Giorgetti ha aperto la serata con un breve,ma significativo intervento sull’etica lionistica e sul significato dell’essere Lion nella società odierna,in particolare stressando l’attenzione sul motto “we serve”, caratterizzante l’operare concreto dei Lions soprattutto nei paesi  più sfavoriti ed in aiuto delle persone meno fortunate, supportato da una presentazione multimediale volta a sottolineare gli aspetti salienti delle finalità del Club.

Dopo gli indirizzi di saluto dei presidenti dei due Club, Monica Sardonini, padrona di casa e Giovanna Ollà, ospite, la serata ha avuto inizio, affrontando le delicate e pesanti tematiche connesse con il plagio delle persone nell’ambito delle sette e delle congreghe pseudo religiose, con l’intervento di Claudia Vincenzi, vittima di un “mago” violento e truffaldino e del Dott.Adolfo Morganti, psicoterapeuta e psicologo ed esperto delle condizioni di suggestione e sottomissione psicologica e fisica.

Claudia ha reso testimonianza della propria triste vicenda personale in cui,plagiata in giovane età da un sedicente “mago” ha riportato gravosi strascichi psicologici e fisici secondari alla brutale subornazione, così dolorosamente presenti anche ora, tanto da obbligarla a frequenti interruzioni della propria narrazione per l’evidente cortocircuito emotivo riportato.
Inoltre, uscita a fatica e fortuitamente dalla condizione di plagio in cui a lungo si era trovata  deve ancora  lottare per potere ottenere soddisfazione, giustizia e la giusta condanna  della persona che tanto l’ha fatta soffrire.

Il Dottor Morganti ha fornito all’attento uditorio le dimensioni numeriche e geografiche del fenomeno,coinvolgente non solo persone di basso livello intellettuale e sociale,ma anche coloro che apparentemente potrebbero apparire immuni da interferenze psicologiche e fisiche così devastanti. ed abitanti in aree urbane e progredite.
L’intervento di una rete sociale e psicologica di supporto per tali persone,subdolamente sopraffatte in momenti critici e di debolezza della propria esistenza, sembra essere la migliore risorsa attivabile per interrompere il circolo vizioso che si instaura fra vittima e carnefice,il quale spesso riesce furbescamente a fare leva su presunti sensi di colpa che abilmente ha instillato nella sua vittima.

L’interesse che una tematica così sconvolgente ha suscitato sull’uditorio è apparso assai evidente e le domande e le riflessioni conseguentemente scaturite hanno confermato,qualora ve ne fosse necessità,come l’argomento del meeting fosse stato ben scelto e decisamente centrato.
Lion Maurizio Della Marchina

 

 
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