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MAFIA, CAMORRA E NDRANGHETA A RIMINI E RICCIONE? NO, GRAZIE!

“Rimini: una città di fronte alla sua normale emergenza” doveva essere il titolo – come già annunciato alla stampa - di una conferenza del questore di Rimini Oreste Capocasa, argomento cucitogli addosso come un abito di alta sartoria dal presidente Monica Sardonini, e invece per un impedimento dell’ultim’ora, Capocasa è stato costretto - con suo e nostro sommo dispiacere - a declinare l’invito e a delegare il vicequestore vicario dottor Antonio Lauriola a rappresentarlo.

Così, l’intermeeting lionistico svoltosi martedì 22 marzo 2011 all’Holiday Inn sotto l’egida del Lions Club Rimini-Riccione Host e del Lions Club Riccione, ha fin da subito riservato una piacevole sorpresa dato che, il dottor Lauriola, ottimo poliziotto con grande capacità investigativa e relazionale, non ha deluso le attese dell’autorevole uditorio lionistico.

Eh sì perché s’è vero che le paginate di cronaca nera della stampa locale, vere e proprie lenzuolate di brutte notizie con in primo piano la presunta attività svolta dalle grandi organizzazioni criminali anche nella nostra città, sono un campanello d’allarme capace di stampare immagini ingrate nella mente della gente; è altresì vero il fatto che, a sensibilizzare le coscienze di tutti gli uomini di buona volontà sia il Lions International, la più grande organizzazione umanitaria mondiale (1.336.961 soci presenti in 206 paesi e con un seggio all’ONU. Ndr) il cui motto è “We Serve”. Noi serviamo. Infatti quando si tratta di affrontare le sfide, la risposta dei lions è semplice: noi serviamo. E basta. Tutto questo è qualcosa che unisce i lions di tutto il mondo. Ed è una risposta incondizionata. I lions non sono limitati da continenti e tantomeno risultano assoggettati a bassi interessi di bottega. Noi aiutiamo dove, quando e per quanto possiamo. Insomma, per dirla alla romagnola: “I lions sanno volare in alto oltre i campanili, al di là e al di sopra degl’interessi di parte e dei dialetti”. Forse questo è un modo un po’ naif di essere e di rapportarsi - quello del vostro cronista, s’intende! - ma tuttavia crediamo che non strida affatto con lo stile di chi preferisce una descrizione più colta ed elegante. Anzi, la diversità intesa come espressione intellettuale, crediamo che sia una ricchezza. Sempre e comunque.

Per cui, per dirla con Ernest Hemingway, “E allora, non chiedere per chi suoni la campana. Essa suona per te”, l’appello - o meglio - la provocazione lanciata dal presidente Monica Sardonini, non poteva risuonare invano. Il suo perentorio richiamo è infatti arrivato alle orecchie di tutti.

Urbi et orbi. Capito?

Fuor di metafora, quello con il dottor Antonio Lauriola (presente anche l’ispettore capo Francesco Cicciola, ndr) è stato un momento d’incontro voluto fortemente dal primo presidente donna della ultracinquantennale storia del Lions Club Rimini Riccione Host (1956-2011) al quale ha risposto presente - con entusiasmo - il suo omologo Bruno Berni (Lc Riccione) nell’intento di rinsaldare il rapporto di amicizia fra i due services-clubs e, nel contempo, esternare la solidarietà più schietta e generosa dei soci lions nei confronti della Questura e delle Forze dell’Ordine Pubblico impegnate nel difficile compito di combattere la criminalità organizzata e, soprattutto, garantire sicurezza e serenità a tutti i cittadini.

Così, in un momento di naturale tendenza volto a riscoprire i valori etici e morali di una sana convivenza civile fra le varie forze sociali che operano nella Provincia di Rimini, l’argomento posto al centro dell’attenzione dei lions ha sortito l’effetto tranquillizzante… di un sedativo.

Di un calmante per il mal di testa.

Eh sì perché se da un lato sono state poste ingenerosamente in evidenza - anche con crudezza lessicale - le molte attività di micro e macro criminalità in azione sulla Riviera specialmente durante la stagione balneare; dall’altro lato sono arrivate le rassicurazioni del dottor Lauriola, un poliziotto che ha saputo anestetizzare il dibattito con tutta una serie di indizi ed elementi investigativi tali da non lasciare spazio alla paura. Al timore di non poter fronteggiare e, sconfiggere, il crimine più o meno organizzato. Insomma: “La Questura di Rimini – ha detto il dottor Lauriola - in piena collaborazione con le altre Forze dell’Ordine, dal 1° giugno 2009, con la nomina a Questore della Provincia di Rimini del dottor Oreste Capocasa, ha apportato sostanziali cambi di strategie al fine di contrastare diverse attività illecite, tra le quali la prostituzione, l’abusivismo commerciale, i cosiddetti giochi di abilità (pallinari e tre carte) e nel controllo del territorio.

In relazione al fenomeno dell’abusivismo commerciale e della prostituzione in strada, una mirata e puntuale attività investigativa ha condotto al sanzionamento e al sequestro di appartamenti ed alberghi dove la merce contraffatta era illegalmente detenuta”.

Fin qui i fatti salienti di una serata a forti tinte in cui c’è stato spazio e modo, così come felice tradizione del service-club riminese, di aprire con slancio amicale le porte di casa e dei propri sentimenti agli amici riccionesi. Ad majora.


Lion Giorgio Betti

 

 
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