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Spettacolo della Compagnia teatrale “Gli Sdozzi” all’intermeeting del Lions Club Rimini Riccione Host e Lions Club Bologna Irnerio all’Holiday Inn

“IL VECCHIO DISCO BLUES” LEIT MOTIV DI UNA CENA THRILLER

MEETING-DELITTOIl teatro è spettacolo. Fine rappresentazione della vita. Lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato, è teatro. Così, metti una sera a cena un bel gruppo di amici lions con al centro dell’attenzione generale una piéce teatrale, un meeting con delitto, un thriller dalle forti suggestioni emotive come “Il vecchio disco blues”: e il gioco è fatto. Lo spettacolo assicurato. E il divertimento, quello cui si è soliti attendersi dall’estemporanea esibizione dei talentuosi “Sdozzi” del Bologna Irnerio, una compagnia nata nel giugno 2010 con lo scopo di raccogliere fondi per beneficenza, favorire l’amicizia e la comprensione fra tutti i soci lions italiani e… sammarinesi (il prossimo 14 maggio il Bologna Irnerio e il Lions Club San Marino celebreranno il proprio gemellaggio davanti agli Ecc.mi Capitani Reggenti nella più antica Repubblica del mondo patrimonio dell’Unesco. Ndr), il fine divertimento – dicevamo – è garantito. Pertanto, per una sera ancora, il presidente Monica Sardonini ha fatto centro. Ha colpito nel segno portando il teatro in casa dei lions e non i soci lions a teatro. Una bella pensata, la sua, non c’è che dire. Una formula semplice semplice, quella ordita con fili d’oro col suo omologo Gabriele Linguerri, che ha avuto successo. Che ha trovato il consenso – ch’è quello che conta - della stragrande maggioranza dei soci lions che, a differenza dei tifosi interisti che avevano disertato l’appuntamento per seguire la “Beneamata” contro lo Shalke 04 (loro sì che hanno vissuto una notte di tregenda e visto le streghe nel 2 a 5 del Meazza, ndr) in Champions League, hanno potuto godere anche di una cena a tema: laccetti dello strangolatore (spaghetti neri alla chitarra saltati al ragù di seppia nostrana), la pugnalata (involtino di spigola arrosto con salsa alla rapa rossa), patate miste ai funghi velenosi (patate e funghi fritti in tempura di farina) e affogato nel cioccolato (mousse al caffè immersa in salsa al cioccolato fondente). Insomma: un menù ch’è stato tutto un programma e che ha deliziato il palato fine dei commensali che, a cominciare dal vino, un ottimo Pinot Grigio doc Santa Margherita e un corposo Gianciotto doc della Tenuta di Saiano, non si sono fatti mancare nulla. Un trionfo di sapori e colori capaci di allettare anche l’occhio e lo spirito – oltre le papille gustative - del vostro cronista che, per una volta, si è lasciato ben volentieri catturare dall’atmosfera ruffiana creata ad arte dal gran capo cerimoniere Graziano Lunghi e dall’incommensurabile bonomia del “Segretario Richelieu”, Guido Zangheri. Insomma: il vino – bianco o rosso poco importa – quando è genuino e di gran qualità, è un eccezionale complice per fare la festa a qualcuno nella “Cena con delitto”. Già, il vino. Il nettare degli dei e… dei cospiratori.

Un po’ come Jago nell’Otello di Verdi quando canta “Innaffiati l’ugola! Trinca e tracanna…” nell’intento ben riuscito – ahìnoi – di obnubilare la mente di Cassio e creare il tumulto di folla e quella turbativa interiore nell’animo del Moro di Venezia, che poi sfocerà in follìa omicida. Anche qui, nel dramma di William Shakespeare musicato da Giuseppe Verdi su versi di Arrigo Boito, c’è una vittima: Desdemona.

Ma di Shakespeare, di Verdi, di Boito, di Camilleri (l’inventore del commissario Montalbano è già stato ospite dei lions a Rimini, ndr), parleremo un’altra volta.

In questa occasione ci preme mettere in risalto il ruolo svolto dagli attori protagonisti, tutti soci lions del Bologna Irnerio (attori per diletto a teatro ma fior di professionisti nella vita), a cominciare da Roberto Slaviero (Capitano Pergar), Roberto Malossi (maresciallo Bartoloni), Simonetta Vinelli (contessa Francesca Fazioli di Pallanza), Silvia Slaviero (signorina Linda Bedeschi), Bruno Medini (il dr. Vincenzo Ventura), Luigi Ghermandi (il detective Claudio Orsini) e Luigi Santomassimo (il giovane Giulio Manservigi), che hanno saputo creare un mix di pathos e suspence ben tollerato dall’autorevole uditorio lionistico che si è prodigato nella ricerca del colpevole dell’uccisione del professor Anselmo Gavazza.

Fin qui le note più significative del “giallo” in salsa bolognese di cui non sveleremo – per ovvi motivi - il nome dell’assassino.

Per il resto, la serata ha riservato anche la piacevole sorpresa di veder assegnate cinque tele dei “Pittori Riministi” Giuliano Maroncelli, Enzo Maneglia, Fiorella Bartolini, Luciano Filippi e Germano Ceschi, presentate dal critico d’arte Franco Ruinetti e battute all’asta dalla collega giornalista della Rai, Paola Rubbi. Un momento culturale estremamente significativo in quanto il ricavato della vendita dei quadri è stato devoluto al service distrettuale Centro Polivalente di Cervia.

Fra le ospiti, in bella evidenza – e non poteva essere altrimenti – si sono poste: Benedetta Magnani (presidente del Club Soroptimist); Guia Campana Vernocchi (presidente del Club Inner Weel); Simona Menghi Sartorio (presidente del Ladies Circle Rimini); Guerrina Filippi (presidente dell’Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna) e le gentili signore Sara Pinca e Nora Presutti.

Lion Giorgio Betti

 

 
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