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FRANCO MESCOLINI: “SHAKESPEARE IN ROMAGNA”

Lusinghiero successo dell’attore cesenate che ha interpretato alcuni celebri brani tratti da Otello, Amleto, Romeo e Giulietta, rivisitati e trasposti in dialetto romagnolo

“Shakespeare in Romagna”. O meglio, a Rimini. E dove se no? Ma all’Holiday Inn di viale Vespucci, ovviamente! La location-albergo di marina centro diventata, da un po’ di tempo in qua, teatro di autentiche novità espressive e culturali promosse dal Lions Club Rimini-Riccione Host. Così, dopo la “Cena con delitto: il vecchio disco blues” andata in scena con successo nel precedente intermeeting con il Lions Club Bologna Irnerio, il presidente Monica Sardonini (prima e finora unica donna alla guida dello storico service-club cittadino fondato cinquantacinque anni fa insieme agli amici lions di Riccione e della Repubblica di San Marino), battendo il ferro fin ch’è caldo, non si è lasciata sfuggire l’occasione di regalare ai lions di casa nostra un’altra piacevolissima serata con il teatro. E le tragedie del “Grande Bardo” – solo alcuni passi, per la verità, tratti da Romeo e Giulietta, Otello e Amleto – tradotte in dialetto romagnolo e interpretate da quell’autentico “animale da palcoscenico” che s’è rivelato Franco Mescolini (geniale inventore di un genere culturaldialettale tutto da scoprire e valorizzare), sono stati per una sera al centro dell’attenzione generale nell’intermeeting promosso dal Lions Club Rimini-Riccione Host (presidente Monica Sardonini) e il Lions Club Rubicone (presidente Abele Bellavista).

L’attore cesenate, appesantito nel fisico ma ancora agile nel salire e scendere le scale vocali fino a dare suoni onomatopeici e visioni oniriche ai suoi personaggi tanto da farli risultare presenti, attuali, addirittura calati nella realtà che di miserie umane non è dissimile da quella del passato; ha via via dato voce e di volta in volta vestito i panni di Amleto, Romeo e Giulietta e Otello con una disinvoltura per certi versi disarmante. Una interpretazione, la sua, dalle grandi suggestioni emotive e capace di sollecitare nella mente degli spettatori i richiami irresistibili di tre opere scespiriane vicine come poche altre al cuore della gente, anche se le contaminazioni, gli eccessi verbali e le colorite espressioni dialettali, hanno fatto storcere un po’ il naso ai puristi. Ma è proprio in questo che sta la geniale intuizione dell’artista. Dell’attore capace di stupire e meravigliare perché solo così, sorprendendo gli spettatori, può esprimersi compiutamente sulla scena. Un po’ genio e un po’ briccone. Ribelle e anticonformista pieno di umori e malumori. Per cui… al diavolo la critica!

Insomma: Franco Mescolini, al di là dei luoghi comuni e della somiglianza con quell’Ivano Marescotti con cui condivide le origini romagnole e la passione per il teatro dialettale, è stato tanto bravo da meritare un lusinghiero successo personale. Grande, magico Mescolini. Recuperare il dialetto romagnolo, proporlo nei “salotti buoni” innalzandolo ai vertici della letteratura facendo il verso ai grandi poeti del passato, è un esercizio forse un po’ azzardato. Ma dal punto di vista del vostro cronista – scusate l’autocitazione – è meritevole del plauso di tutti. Non solo dei soci lions che, peraltro, hanno dimostrato di gradire lo spettacolo offerto.

Fin qui le note riguardanti Franco Mescolini e il suo show. Per il resto… c’è da dire che la serata non ha tradito le attese di chi, riferendosi al Codice di etica lionistica, è intervenuto per esprimere a piene mani “amicizia nei confronti del prossimo mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi e la solidarietà ai sofferenti”. Così, dopo un cerimoniale sobrio nei contenuti di protocollo (onori alle bandiere ed esecuzione degl’inni nazionali: italiano, europeo e degli Stati Uniti d’America cui ha fatto seguito un deferente pensiero in memoria del socio lions Roberto Fambrini. Ndr), il cerimoniere Graziano Lunghi, ben coadiuvato nel compito da socio-tesoriere Maurizio Morolli, ha dato il via all’asta di cinque quadri dei pittori “Riministi” il cui ricavato sarà devoluto per la realizzazione del service distrettuale Centro Polivalente di Cervia.

Fra le autorità presenti, in bella evidenza Giulietta Bascioni (vicegovernatore del Distretto 108 A); Antonio Maggioli (delegato del Distretto 108 A ai rapporti con il Lions Club San Marino Undistricted) e Mauro Brattini (lions Melvin Jones). Ospiti d’onore: la prof. Paola Galassi (consorte del presidente Bellavista); l’ingegner Mattia Di Giacomo e la dott/ssa Valeria Mancini (ospiti di Oreste Di Giacomo) e la prof. Nora Presutti (ospite di Pina Unnei).

Ad majora.

Giorgio Betti

 

 

 
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