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"1861 - Le carte segrete di Cavour"

imm1Venerdì 20 Maggio 2011 nella cornice abituale dell’Holiday Inn, sede del Lions Rimini Riccione Host si è tenuto l’incontro con Giovanni Fasanella, giornalista parlamentare di Panorama e saggista, autore di numerosi best seller quali “Segreto di Stato” “Che cosa sono le BR” e “Intrigo Internazionale scritto a due mani col Giudice Rosario Priore.

Il tema della serata era “1861: la storia del risorgimento che non c’è sui libri di storia” argomento del libro nato nel 1993 dalla collaborazione con Antonella Grippo, scritto con largo anticipo, rispetto alle celebrazioni del 150° anniversario della nostra Nazione e scevro da una arida e redditizia operazione celebrativo-commerciale.

Il relatore ha riconsiderato con criticità il Risorgimento, sottolineandone la determinante la valenza storico-politica, ma aprendoci gli occhi sul sostegno esterno di poteri forti da parte di governi europei, intrighi, malavita e malaffare, aspetti che non sono mancati nell’evoluzione del movimento che ha portato a compimento il progetto di unità dello Stato italiano, ma che non sono mai stati evidenziati nei libri di storia che lo hanno prevalentemente celebrato.

L’origine di questo libro nasce dal ritrovamento, da parte dell’autore, dei documenti del capo della polizia segreta che agì per 2 anni alle dipendenze del Conte di Cavour, memoriale dal quale risulta un operato non sempre impeccabile. Da questa radice l’autore sviluppa tesi articolate ed interessanti per spiegare l’origine, l’evoluzione dei problemi tuttora irrisolti di uno Stato prima realizzato e poi gestito.

Il trasformismo della politica, la corruzione, la tendenza a scendere a patti con il diavolo, ad accordarsi con i “poteri forti” , ad utilizzare agenti segreti per scopi non istituzionali ed a sfruttare con cinismo persino rivoluzionari di professione e terroristi … è tutto nel codice genetico del nostro paese”.

L’autore sbriciola la retorica risorgimentale che lo avvolgeva in un impalpabile alone di romanticismo per scoprire una realtà difficile una “guerra sporca” sotto l’egida di potenze internazionali e con l’appoggio della malavita mosse da scopi tutt’altro che nobili e tanto meno sociali.

Quella della rimozione del mito risorgimentale, per Fasanella, è una sorta di terapia d’urto che NON mina l’unità del Paese, ma che vuole dare solide fondamenta alla memoria e comprendere le “malattie” di cui soffre oggi l’Italia.

Grazia Urbini

 

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