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In viaggio tra scienza e fantascienza


Il Lions Club Rimini Riccione Host, il 7 Giugno 2011 ha ospitato presso l’Holiday Inn, Clarbruno Vedruccio, un nome di battesimo singolare, derivato dalla “somma” dei nomi dei suoi genitori,  per un personaggio poliedrico con competenze di altissimo rilievo in campo scientifico ed un curriculum internazionale di assoluto rispetto.
Nasce nel 1955 a Ruffano, un piccolo e antico paese della provincia di Lecce e nel 1976 si iscrive al corso di laurea in Scienze biologiche a Bologna che vicino al termine, amareggiato per non esser riuscito ad ottenere l’internato di tesi di laurea sulle navi di ricerca di geologia marina, interrompe .
Radioamatore , esperto sommozzatore e paracadutista, oltre che profondo conoscitore e studioso di una grande quantità di apparecchiature militari di varie nazionalità e per svariati campi di impiego, nel 1980 apre, con risorse proprie un laboratorio di ricerca per lo sviluppo di nuovi prodotti in ambito scientifico e militare. Si iscriverà nuovamente all’Università, negli USA, dove riuscirà a recuperare gran parte degli studi fatti in Italia e conseguire la laurea in Fisica nel 1990 dopo la quale otterrà anche il PhD in Ingegneria Elettronica, il più alto titolo accademico riconosciuto.
In quegli anni collabora strettamente con la maggior parte dei Reparti d’Elite delle FFAA; dall’86 inizia anche un rapporto con l’Istituto di Fisica dell’Atmosfera del CNR di Bologna, entrando nel team del Dr. Giovanelli, lavoro che lo porterà, nell’inverno 91-92 ad ARE in Svezia, dove per più di tre mesi si occuperà del funzionamento di un analizzatore Gascromatografo, (progettato e costruito dal Dr. Giovannelli ed il suo gruppo, presso il laboratorio FISBAT ), per valutazioni sull’impoverimento dell’ozono atmosferico nel circolo polare artico.
Negli anni 90 inizia uno studio di valutazione sulle caratteristiche elettromagnetiche di vari strumenti cerca-mine di produzione europea e statunitense, e della loro capacità di interazione con materiale non metallico ed organico costituente il tipo di terreno su cui operare.
A partire dal 1994 accetta un rapporto di collaborazione con l’Università di Urbino, per delle docenze di Ecologia Applicata ed in seguito di Metodologia della Ricerca, presso un Istituto in seno alla stessa Università. Nel 1992, approfondendo concetti fisici legati ai vettori di campo elettrico e magnetico descritti dal teorema di Poynting e le equazioni descritte da Van Der Pol, relative alle oscillazioni elettromagnetiche smorzate nei sistemi biologici, realizza il primo prototipo di un dispositivo oggi definito HSM, (Hybrid State Maser). Raggiunto, dopo anni di esperimenti e studi, un elevato grado di affidabilità e ripetibilità lo brevetta nel 1999, come cuore di un sistema di analisi strutturale di materiali organico-biologici.
Tra le molteplici applicazioni di tale apparato, vi è la possibilità di interagire con i tessuti biologici, in modo tale da ottenere, in abbinamento ad un apposito display, spettri caratteristici di assorbimento da parte di tessuti alterati o ammalati e di analizzare strati superficiali di terreni e vari materiali organici. Nel 2000 cede i diritti di sfruttamento di questa scoperta alla Alenia Difesa, oggi Galileo Avionica, iniziando con tale società uno stretto rapporto come consulente scientifico, volto allo sviluppo industriale dei prodotti derivati da tale invenzione e di altri progetti.
In sintesi , Carlbruno Vedruccio, realizza un apparecchio ad uso diagnostico, denominato Bioscanner, dotato di una sonda elettromagnetica, in grado di individuare l’infiammazione e le alterazioni dei tessuti umani e quindi anche delle formazioni tumorali. Un esame che dura appena 2-3 minuti, non invasivo, che non provoca dolore o disagi al paziente, e fornisce immediatamente la risposta. Un test innocuo per il paziente, ripetibile all’infinito e senza togliersi i vestiti, che ha una precisione diagnostica accertata al minimo del 70% ma, se eseguito da operatore esperto, può arrivare anche al 100% di attendibilità.
Uno strumento rivoluzionario, poco ingombrante, portatile, che si può usare ovunque e che non necessita di mezzi di contrasto radioattivi, lastre fotografiche o altro materiale di consumo. Un’apparecchiatura che si compra, anzi si comprava, con 43.000 euro più Iva, contro i 3-4 milioni di euro di una macchina per la risonanza magnetica, i 2 milioni di una Pet e il milione e mezzo di una Tac, Strumenti presenti solo nei grandi centri ospedalieri e tutt’e tre con costi di gestione elevatissimi.
“Si comprava”, perché la Galileo Avionica, società del colosso Finmeccanica, ha annunciato la chiusura della Trim Probe Spa, l’azienda che lo produceva e lo commercializzava, messa in liquidazione in quanto ritenuta non più strategica nell’ambito di un gruppo internazionale specializzato nei mezzi di difesa militare.

Questa è l’infelice historia di un cavaliere d’altri tempi, il professor Clarbruno Vedruccio, 54 anni, l’inventore del Bioscanner, laureato in Fisica e in Ingegneria elettronica negli Stati Uniti, già collaboratore dell’Istituto di Fisica dell’atmosfera del Cnr a Bologna e docente di Metodologia della ricerca all’Università di Urbino, che nei tempi presenti, per molti, avrebbe meritato i premi Nobel per la fisica e la Medicina fusi insieme se solo il mondo girasse per il verso giusto ed è costretto, invece, ad impiegare solo risorse proprie per finanziare e proseguire le proprie ricerche prosciugando il conto in banca per tutelare la sua creatura.
Per fortuna,però, non tutto va nel verso sbagliato…. e la Marina Militare ha rispolverato per lui, nel 2004, la legge Marconi, così detta perché fu creata su misura nel 1932 per Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, che minacciava di passare agli inglesi con tutti i suoi studi, arruolando con Decreto del Presidente della Repubblica «per meriti speciali» Clarbruno Vedruccio nella riserva selezionata, con il grado di Capitano di Fregata ed assegnandolo all’ufficio studi del Comando subacquei e incursori a La Spezia.
Fino a qui la vita “ movimentata” di uno scienziato nel pieno della sua attività: a tutt’oggi due brevetti depositati, fra cui un’antenna tattica omnidirezionale per collegamenti satellitari utilizzata dal contingente italiano in Afghanistan, e altri quattro già pronti.
Chi, però, ha parlato martedì 7 giugno davanti ai soci Lions è una persona che ha nel suo DNA la forza di un combattente, perché ha scelto di rimanere nel suo paese affrontando l’ostracismo di molti nei confronti del Bioscanner, affermando il suo teorema: la ricerca scientifica è un lusso e la tecnologia della diagnostica un business esclusivo nelle mani delle grandi multinazionali.
E’ proprio vero….. a fuggire si fa presto. Rimanere a combattere , quello sì è da soldati e Clarbruno Vedruccio è un buon soldato. 

Grazia Urbini

 


 
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