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WE SERVE: “Noi ci rendiamo utili”

Nostra intervista al dr. Maurizio Della Marchina neo presidente del Lions Club Rimini Riccione Hosta

 

Anna Manuela Bellucci  V.P. Maurizio della Marchina Presidente Moreno Maresi e Emanuela TontiParlare con il dr. Maurizio Della Marchina è un piacere. Sempre!
Su qualsiasi argomento e in ogni momento della giornata, sempre scandita, la sua, da improrogabili impegni professionali, denota un’acuta conoscenza e una disponibilità totale a mettersi al servizio del prossimo. E non solo per il fatto di avere prestato in gioventù il giuramento d’Ippocrate e avere scelto per la vita di aiutare chi soffre nella professione medica. No, no di certo. Per il dr. Della Marchina - “Giorgio mi chiami…, anzi chiamami Maurizio, è più semplice e diretto, e poi mi piace di più perché si stabilisce fin da subito un rapporto empatico, di amicizia.” – il contatto umano è fondamentale per dare e ricevere serenità interiore in modo da poter far fronte ai molti problemi del vivere quotidiano.
E di problemi da risolvere, soprattutto di questi tempi, ce ne sono a iosa. E per tutti. Nessuno escluso. Per cui, infondere fiducia e ottimismo, per dirla con il poeta Tonino Guerra, è dare “sapore alla vita”.
Così, l’intervista, o meglio, la chiacchierata amichevole con Maurizio all’indomani della sua elezione a presidente del Lions Club Rimini Riccione Host, assume fin da subito, per il vostro cronista, connotazioni di grande impatto emotivo.
Maurizio, quando hai scambiato con l’avvocato Moreno Maresi i simboli del potere lionistico (campana e martelletto) ci sei apparso emozionato, con gli occhi lucidi. E’ possibile…?
“Certo che lo è. Nonostante io fossi preparato da tempo a rilevare da Moreno la grande responsabilità di presiedere un service-club così importante, addirittura prestigioso qual è il L.C. Rimini Riccione Host, non ho potuto restare freddo e impassibile davanti a tanta testimonianza di amicizia come quella riservatami la sera del 19 giugno dall’amico Moreno, dal Consiglio Direttivo e da tutta l’assemblea lionistica riunita nella splendida cornice del RockIsland sul molo di Rimini.
Per cui nel ringraziare per la partecipazione a quella serata ed esprimere poche parole per evidenziare l’importanza ed il significato che ha l’essere eletto presidente del Lions Club Rimini Riccione Host, un service-club che, fin dalla sua fondazione nel lontano 1956, ha visto avvicendarsi soci animati dai nobili principi dell’etica lionistica definiti da Melvin Jones nel 1917 e fedeli al motto “We Serve”, ovvero noi ci rendiamo utili, non ho potuto frenare un moto di commozione che, vista l’occasione, mi sembra del tutto plausibile.
E’ proprio questo volere essere di supporto al prossimo sempre e comunque che ha rappresentato il leit motiv dell’agire della nostra associazione e del mettere in campo iniziative e progetti di notevole impegno culturale e sociale. L’essere parte attiva della nostra società e l’operare incisivamente in essa dovrebbe, a mio avviso, costituire la principale motivazione delle azioni  da intraprendere ed il rimarcare la nostra presenza attiva nella realtà sociale, animati da un sano spirito di positiva competitività con le altre realtà associative e, perchè no?,  in sintonia e collaborazione con esse, pure mantenendo e sviluppando la nostra peculiarità”.
Che cosa significa per te essere lions?
Passaggio di consegne tra i l Presidente Maresi e il Presidente entrante Maurizio Della Marchina“Come è ben noto la parola LIONS  costituisce l’ acronimo della frase “libertà ed intelligenza al servizio della nostra nazione”, perchè è l’essere liberi nella scelta del nostro agire e dei nostri comportamenti che permette di utilizzare  strumenti materiali ed intellettuali volti a raggiungere risultati utili allo sviluppo ed al miglioramento della società in cui operiamo.
La carica di presidente, che da oggi in poi dovrò e vorrò rivestire, non vuole di certo rappresentare e non rappresenterà una separazione  fra il mio essere socio e gli altri soci del club cui mi onoro di appartenere.
Certamente sarà mia cura proseguire nella continuità con chi mi ha preceduto, cercando di portare a termine progetti già in essere e di sviluppare  idee e concetti già abbondantemente discussi e concordati.
Vorrei, inoltre, invitare i soci tutti ad esprimermi i loro intendimenti e le loro proposte che sarò felice ed orgoglioso di ricevere, anche nell’intento di promuovere una più numerosa partecipazione agli incontri ed alle iniziative sociali talora purtroppo colpevolmente disertate.
L’occasione rappresentata dai vari meeting del club deve essere colta come una possibilità di ampliare  conoscenze ed idee, sfruttando l’occasione conviviale come un  mezzo per raggiungere una migliore sintonia e rappresentare una presenza più significativa ed incisiva nella società.
Guai ad interpretare il ruolo di lions come quello di  club di persone snob dedite a chiacchiere ed a cene sociali!, sarebbe un volere ammettere il fallimento di tutta l’etica che dovrebbe impregnare il nostro agire sociale!
Guai infine a coloro che, in spregio allo spirito di servizio, utilizzano il ritrovarsi non come un’occasione di arricchimento culturale ed umano, ma come la possibilità di esternare commenti non amichevoli nei confronti di altri o come una diversa modalità di manifestare pettegolezzi o gossip!”.
Nell’immaginario collettivo i lions appaiono quali coscienza critica della società civile. Essendo la più grande e numerosa associazione di servizio al mondo (1.350.000 circa di soci presenti in 197 paesi e con un seggio all’Onu) le si chiede anche di essere più incisiva nei rapporti con le istituzioni cittadine ed i governi…
“Ti rispondo con quelli che sono gli Scopi del Lions International: CREARE e stimolare uno spirito di generosa comprensione fra i popoli del mondo. PROMUOVERE i principi di buon governo e di buona cittadinanza. PRENDERE attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità. UNIRE i clubs con i vincoli dell’amicizia, del cameratismo e della reciproca comprensione. STABILIRE  una sede per la libera ed aperta discussione di tutti gli argomenti di interesse pubblico, con la sola eccezione della politica di partito e del settarismo religioso. INCORAGGIARE le persone che si dedicano al servizio a migliorare la loro comunità senza scopo di lucro ed a promuovere un costante elevamento del livello di efficienza e di serietà morale nel commercio, nell’industria, nelle professioni, lavori pubblici ed anche nel comportamento in privato.
Credo che tutto questo, oltre al Codice di etica lionistica, basti a chiarire le finalità dei soci lions di tutto il mondo.
Sarà infine mio preciso impegno operare per incrementare il numero delle nuove associazioni nella considerazione che i soci rappresentino la vera ricchezza del club e che la loro partecipazione costante e convinta alla vita associativa costituisca la vera essenza del lionismo. Esprimo questa convinzione nella certezza che l’impegno attivo di promozione dell’attività etica ed operativa rappresentino la base della vita sociale ed il migliore antidoto alla tendenza al lento depauperamento numerico oggi presente in tutte le realtà associative. Pertanto mi preme rimarcare a tutti i soci l’invito ad operare con impegno per l’incremento della consistenza numerica del club, previlegiando sempre e comunque la significatività e la caratura morale e civile dei nuovi candidati. Nel corso del nuovo anno sociale ai momenti della serietà e dell’impegno si accompagneranno certamente quelli di un giusto e gradevole svago e vi saranno iniziative ad esso finalizzate”.
Il tempo è tiranno, così come lo spazio di questa pagina, per cui per concludere, il tuo anno di presidenza da cosa sarà caratterizzato?
“Per il perseguimento delle linee programmatiche dianzi espresse, sarà mia cura avvalermi dell’apporto fattivo ed entusiasta del Consiglio Direttivo, nei confronti del quale vorrò essere unicamente un primus inter pares per accogliere e stimolare idee e comportamenti validi ed efficaci.
Presento quindi il Consiglio direttivo che sarà composto da: Maurizio Della Marchina; Moreno Maresi; Maurizio Morolli; Fabio Maioli; Guido Zangheri; Marco Petrucci; Graziano Lunghi; Pier Luigi Foschi; Fernando Gamberini; Grazia Urbini; Fabrizio Botteghi; Aleardo Maria Cingolani; Vittorio Sabino.
Termino queste considerazioni ringraziando tutti per la benevola attenzione, nella certezza che sarà mia cura operare unicamente per le finalità e nello spirito di servizio”.

Giorgio Betti

 
 
 
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