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Francesca da Rimini

Povera Francesca, collocata da Dante tra i lussuriosi e destinata in eterno alle fiamme dell’inferno. Per un bacio!
…“la bocca mi basciò tutto tremante”

27_1809_AA_resizeFrancesca, figlia di Guido da Polenta signore di Ravenna, sposò per procura Gianciotto Malatesta, signore di Rimini, zoppo e deforme. Si innamorò di Paolo, il fratello procuratore di Gianciotto, e fu uccisa dal marito che la sorprese con l’amante.

Questa la cronaca di un fatto di sangue del tredicesimo secolo, ripreso e trasfigurato poeticamente da Dante nella Divina commedia. Da allora l’anima dell’eroina sfortunata, travolta dalla passione, è condannata per un atto d’amore.

“amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che come vedi ancor non m’abbandona”


Però … che soddisfazione poter cambiare il finale di una storia, quando ci pare ingiusto! Per un bacio fatale le fiamme eterne, andiamo! Per un bacio d’amore legittimo, perché illegittimo, concluso con l’inganno, ci pare il matrimonio di Francesca.                                                                                                                                                  Gustave Doré

Non c’è studente di liceo (la mente china sulle “sudate carte”, il cuore, romantico per età, gonfio di “cori e speranze”) che non abbia desiderato per lei un destino migliore.

E allora cambiamolo, il brutto finale. Francesca, da peccatrice adultera, si trasforma in vittima del vero peccatore: Gianciotto, il marito, il bruto assassino.

La “sliding door” ce la propone Ferruccio Farina.

Bel personaggio, riminese, con un ricco curriculum (scritto in inglese, perché ben conosciuto fuori dai confini di casa nostra).

Così lo ha presentato l’avvocato Moreno Maresi, presidente del Lions Club Rimini Riccione host, durante una serata conviviale.

Ferruccio Farina è ricercatore e studioso di storia di Rimini e della Romagna;

Professore a contratto in sociologia del turismo presso l’Università di Urbino;

giornalista, fondatore della rivista culturale “Romagna, arte e storia” e collaboratore di diverse testate giornalistiche nazionali; realizzatore di un delizioso museo virtuale che conta 18 milioni di visitatori (www.balnea.net); creatore delle “Giornate Internazionali Francesca da Rimini”, la cui sesta edizione si terrà in aprile a Los Angeles, California, presso la prestigiosa UCLA (University of California at Los Angeles). E tanto altro ancora.

Ma torniamo a Francesca. Cosa sostiene Farina?

Esistono – dice - due “Francesca da Rimini”.

C’è la Francesca di Dante, la “classica”, per la quale il Poeta era riuscito a coniugare, in maniera sublime e misteriosa, peccato e bellezza, amore e morte, passione, pena amorosa e pietà. Una penitente sofferente, da condannare moralmente, che insieme a Paolo vaga senza speranza tra le fiamme dell’inferno.

C’è poi una Francesca “nuova”, nata sul finire del settecento, traghettata fuori dalla Commedia per assurgere a vita propria. Bellissima e amatissima. Il suo messaggio è semplice e forte: la vera virtù non è accondiscendere e immolarsi a ingiusti voleri e a inique leggi soffocando le pulsioni e anteporre la ragione –anche di Stato- alla passione. Ma lottare e vincere per far trionfare l’amore. Amore che è la vittoria della libertà contro le ingiustizie e le oppressioni.

La nuova Francesca quindi diventa l’eroina e la musa per i tanti patrioti impegnati a lottare per l’indipendenza e la libertà. E non solo in Italia.

Dalla sua apparizione, alle soglie dell’ottocento, ventotto poeti hanno cantato la nuova Francesca, e di questi, venti hanno combattuto l’oppressore.

Farina ci ricorda che la prima opera poetica dedicata a Francesca è di Francesco Gianni, poeta romano, giacobino in fuga. È il 1795, l’anno in cui Napoleone entra trionfante a Milano e la Marsigliese diventa l’inno nazionale dei francesi.

Ama la nuova Francesca Silvio Pellico, che le dedica un’opera tragica; la ama Giuseppe Mazzini che la inserisce nel suo primo scritto politico.

f2-3.docLa sua figura invade tutto il movimento romantico.

Il mito di Francesca diviene universale e multimediale.

Non c’è arte che non si dedichi a lei: musica, pittura, scultura l’hanno celebrata con artisti del peso di Auguste Bartholdi ( il padre della statua della libertà nel porto di New York City), di Francois Rodin (sensualissimo “il bacio”), con i musicisti Tchaikovsky, Rachmaninov, Zandonai…

Il teatro si è impossessato di Francesca, con D’Annunzio, ed attrici mitiche come Eleonora Duse, Sara Bernhard; compagnie teatrali fanno conoscere la tragica storia d’amore nata e consumata sulle rive dell’Adriatico in tutto il mondo.

François Rodin

Ferruccio Farina alleggerisce il tono della serata con una curiosità . Ci racconta che nel Montana esiste una città che si chiama Rimini. Era un classico villaggio di cercatori d’oro, con tanto di saloon. Perché quel nome?

Un omaggio alla patria lontana reso da minatori nostrani? No. Da quelle parti passò una compagnia teatrale. In cartellone c’era la Francesca da Rimini, che conquistò il cuore anche di quegli uomini rudi.

Nel nome di Francesca, ci ricorda Ferruccio Farina, si è legato un progetto dal titolo “l’amore non dovrebbe uccidere”. Lei che subì la più grave delle violenze per mano del marito assassino oggi rinasce, ancora una volta nuova, a difesa delle donne maltrattate.

Daniela Bassi

L’indirizzo seguente permette, a chi si è perso la serata, di vedere su You tube gli interventi televisivi del maestro Presutti sul canale tematico Alice TV. http://www.youtube.com/watch?v=ubp0XlGmmlo&feature=related

E’ possibile, inoltre, acquistare in libreria il manuale “ Bentornato galateo” Ed. Romano Editore scritto da Alberto Presutti.


 
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