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Tarocchi: Arte Scienza E Misteri

 

 

Lo sapevate che esiste un “Museo dei tarocchi”?
Si trova a Riola, piccolo paese sull’Appennino bolognese, zona di buone tradizioni gastronomiche.
Riola vanta due attrazioni che meritano la gita: la chiesa di Santa Maria Assunta, progettata dal celebre architetto finlandese Alvar Aalto, e il Museo internazionale dei tarocchi (www.museodeitarocchi.net).
2-1E’ collocato in una grande e suggestiva casa di pietra del XVII secolo, ed ospita opere originali di artisti provenienti da tutti i continenti. Per citare i più noti: Renato Guttuso, Franco Gentilini, Enrico Baj.
Il museo è creatura di Ernesto Fazioli, ospite questa sera del Lions Club Rimini-Riccione host.

Sorprende un museo dedicato ad un mazzo di carte, ma si tratta di un mazzo di carte del tutto particolare, perché da secoli coinvolge arte, scienza e misteri.

Relatore nella serata del Lions Club è Ernesto Fazioli, uno dei massimi esperti in materia, impegnato da trent’anni nella ricerca astrologica ed esoterica; fondatore a Bologna del Centro culturale “La porta della luna”, che studia la storia, l’origine, lo sviluppo dell’esoterismo, della filosofia e delle religioni antiche.
I tarocchi sono mazzi formati da 78 carte, dette anche lame, e costituiti da due gruppi: gli arcani maggiori e gli arcani minori.
Il primo gruppo è costituito da 22 carte illustrate con figure umane, animali e mitologiche, anticamente chiamate “trionfi”, oggi dette “arcani”; il secondo gruppo raccoglie 56 carte suddivise nelle 4 serie di semi della tradizione italiana: denari, coppe, spade e bastoni.

A Milano è possibile ammirare quelli esposti alla pinacoteca di Brera.
Si tratta del più antico mazzo di tarocchi italiano completo esistente al mondo.
Inciso a bulino, fu miniato in oro e colori nel 1491 a Venezia e acquisito nel 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per 800mila euro.

“Sapete da dove viene il termine tarocco?” chiede Fazioli agli attenti ascoltatori. E chi pensa all’arancia non sbaglia di molto.
Il latino volgare “tarare” sta ad indicare una lavorazione in rilievo punteggiata, simile alla buccia d’arancia.
Ma potrebbe derivare dal persiano “taraqqi” :salita, ascesa, sviluppo, progresso.
Potrebbe discendere dall’arabo “tariqa” ovvero “via della conoscenza mistica”.
quadroOppure, come suggerisce lo scrittore cinquecentesco Francesco Berni “…viso proprio di tarocco colui a chi piace questo gioco, che altro non vuol dir tarocco che ignocco, sciocco, balocco degno di star tra fornari et calzolai et plebei…”

Coi tarocchi si giocava e si gioca tutt’ora; in molte aree italiane e francesi. A Bologna si usa il “tarocchino bolognese”, le cui regole originali sono conservate dall’Accademia del tarocchino bolognese.
E proprio nella città felsinea si doveva giocare molto, perfino tra le mura dei conventi e nelle chiese, se nel 1400 fra Bernardino da Siena tuonò contro  i giocatori di carte e in Piazza Maggiore un falò alimentato da tarocchi ed altri giochi (il “castello del diavolo”), arse per diversi giorni.

Fazioli è bolognese e alla sua città misteriosa ha dedicato libri e conferenze. “Bologna una vecchia maga che culla misteri e magie sin dai tempi più antichi… Bologna è bonaria tutrice”. “ La sua celebre università fin dal Medio Evo ospitava la cattedra di astrologia nella facoltà di medicina…”
Il presidente Della Marchina reprime un sorriso. E’ medico, ma non brilla in materia di segni zodiacali.

Nell’etimologia del nome, sottolinea Fazioli, abbiamo trovato definizioni quali
salita, ascesa, conoscenza mistica… Perché cercare significati esoterici in un mazzo di carte?
Occorre rifarsi ad un testo dello studioso francese Antoine Court de Gébelin, censore reale sotto Luigi XV, amico degli enciclopedisti Diderot e D’Alembert, massone. Egli vedeva nei tarocchi “…un’opera degli antichi egizi sfuggita alle fiamme che hanno distrutto le loro superbe biblioteche…”
Siamo nella Francia del ‘700. I tarocchi stavano perdendo il loro aspetto di passatempo ludico, per divenire un modello esoterico ed occulto.
Qua il relatore si ferma. Non è questa la serata giusta per le divinazioni.                                                      

Daniela Bassi

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