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“Dante Alighieri, chi era costui?

Storia anagrafica di un castello di sabbia”

 

Angelo Chiaretti,un relatore dotato di  simpatia coinvolgente, brillante ed affascinante mentore della figura e delle vicende dantesche è stato il deus ex machina del meeting di martedi 4 dicembre all’Holiday Inn, tradizionale sede del Lions Club Rimini Riccione Host.
Questo divulgatore appassionato ed intrigante delle tematiche dantesche è sicuramente un oratore mai banale, forse preda della sua “palpitatio perennis” che lo attanaglia e stimola, ha acceso l’interesse dell’attento uditorio con la divulgazione degli aspetti più stimolanti e provocatori della vita e delle vicende del grande poeta e uomo pubblico fiorentino.
E’stato tutto un susseguirsi di narrazioni anedottiche e di calembours, un gossip medievale che, già dal titolo dell’incontro “Dante Alighieri,chi era costui? Storia anagrafica di un castello di sabbia” faceva presagire il taglio non convenzionale della serata,lontano anni luce dalle paludate conferenze accademiche.

Lions anch’egli, Chiaretti è il fondatore ed il presidente del “Centro dantesco San Gregorio in Conca”, un’associazione culturale che vede fra le sue finalità la conoscenza della vita e delle opere di Dante e la conservazione dell’omonima antica abbazia, fondata a Morciano nel 1061 da San Pier Damiani,nonchè l’organizzazione di eventi culturali e turistici nelle diverse località della Valconca ed in particolare a Mondaino, suo “borgo selvaggio” che lo vede spesso in tenuta medievale condurre gruppi di estasiati turisti affascinati dal suo sapiente cocktail di  epica e fantasia, di storia e di curiosità enogastronomiche (cultura anch’esse!).

Ma torniamo alla nostra serata dantesca; con sorpresa l’attento pubblico ha scoperto che Dante è stato un precursore del turismo in Romagna e delle “zingarate” che lui, insieme agli amici e sodali fiorentini organizzavano, basate su scherzi talvolta anche pesanti, e su rime provocatorie e canzonatorie che essi si scambiavano l’un l’altro.

Il viaggio nelle vicende dantesche condotto da Chiaretti si è poi dipanato sulla duplicità della figura e dell’anima del poeta che,nato sotto il segno dei gemelli, ha sempre mostrato una doppia anima,una doppia voce ed una doppia modalità comportamentale in molte delle sue manifestazioni “O voi ch’avete l’intelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de li versi strani” (Inferno IX).
Non a caso il relatore ha scritto un saggio su “Il giallo dei due Dante Alighieri”,ipotizzando che nella Firenze del XIII secolo vivessero addirittura due persone con lo stesso nome e cognome, ma notaio l’uno e poeta ed uomo pubblico l’altro, guelfo bianco l’uno e nero il secondo, ma dal diverso profilo e dai lineamenti  del tutto incompatibili vicendevolmente.

La presenza di riferimenti gastronomici nelle opere dantesche hanno poi fatto da filo conduttore alla “In coena dantis”, una vera e propria cena medievale che,prendendo spunto dalla ricca presenza di riferimenti gastronomici nelle opere dantesche, ha permesso di degustare la “suppa” alla Beatrice e la frittatina alla Glauco, piccola parte delle 14 portate descritte nel “convivio”, in cui Dante ha addirittura prodotto il neologismo “scuffare” per descrivere gli ingordi che usano nutrirsi avidamente e rumorosamente.

Per ultimi,ma non per questo meno importanti,sono stati descritti i rapporti fra alimentazione ed erotismo, così evidenti nell’opera del poeta da fargli porre i golosi subito dopo i lussuriosi nel Canto VI dell’Inferno e da individuare coloro che cedettero ai piaceri dei sensi nell’ultima delle sette cornici, subito dopo i golosi e già con un piede nel Paradiso Terrestre.

Il tocco di campana del Presidente ha a malincuore posto termine all’incontro con un così piacevole e coinvolgente relatore, vero affabulatore e moderno Virgilio dell’opera e delle vicende di Dante Alighieri!                                                
 

Lion Maurizio Della Marchina

 

 
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