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Intermeeting dei Lions Clubs Rubicone, Rimini-Riccione Host, Malatesta, Santarcangelo e Montefeltro alle “Antiche Macine” di Montalbano

UNA SERATA A PARLARE DI SPORT CON ITALO CUCCI

Metti una sera a cena a parlare di sport un “marchignolo” autentico fuoriclasse del giornalismo italiano come Italo Cucci, e cinque services-clubs del Lions International Distretto 108 A (140 soci lions accompagnati da tante belle ed eleganti signore) che si esercitano da sempre ad aprire alla gente le porte di casa e dei propri sentimenti, e il gioco è fatto. Il successo garantito.

Metti poi che fra gli ospiti in sala ci sia un sammaurese doc come Gino Stacchini, uno dei grandi campioni della Juventus e della nazionale italiana degli anni Sessanta a sollecitare nella mente di chi allora c’era i ricordi e le immagini in bianco e nero e poi a colori delle sue giocate in tivù, per fare diventare la serata uno show-event. Un revival di vittorie (tante) e di sconfitte (poche) dalle forti connotazioni emotive, quelle di Stacchini, autore di un intrigante libretto, “Lo scatto dell’ala”, in cui c’è il racconto poetico della sua vita e di quella dei suoi compagni di campo in bianconero. Una festa, quella promossa e organizzata dal Lions Club Rubicone (un bravo va rivolto al presidente Stefano Berlini che ha riportato lo sport al centro dell’attenzione generale) cui hanno con entusiasmo aderito il L.C. Rimini-Riccione Host (presidente Maurizio Della Marchina), il L.C. Malatesta Rimini (presidente Gian Franco Simonetti), il L.C. Montefeltro (presidente Vincenzo Vannoni) e il L.C. Santarcangelo (presidente Sira Sartini rappresentata nell’occasione dal cerimoniere Sandra Sacchetti) intrisa dei sentimenti più autenticamente legati all’amicizia più schietta e generosa come solo sanno dimostrarlo i romagnoli quando ci si ritrova a tavola con del buon cibo a parlare di vino, di donne e… di sport. Di politica no. La politica, anche quella più nobile e con la P maiuscola, è sconsigliata, o meglio, non figura fra gli scopi del Lions International che invita i soci lions a “… stabilire una sede per la libera ed aperta discussione su tutti gli argomenti di interesse pubblico, con la sola eccezione della politica di parte e del settarismo religioso”. Così, per una sera, grazie anche e soprattutto all’elegante introduzione del cerimoniere Carlo Sancisi e alla vèrve dialettica di Italo Cucci, un eloquio estremamente sobrio e accattivante il suo, che ha rallegrato l’autorevole uditorio con una ricca sequela di aneddoti (“Ho frequentato Enzo Ferrari e “Gioanfucarlo” Brera dei quali sono poi diventato amico. Due grandi personaggi che mi mancano tanto. Così come mi mancano le battute fulminanti dell’Avvocato Agnelli e la simpatia del conte Alberto Rognoni, che ho avuto come editore al Guerin Sportivo. Rognoni, fondatore del Cesena Calcio, era insieme genio e sregolatezza come solo i grandi sanno esserlo”), di riferimenti al vetriolo contro il falso moralismo di certi personaggi (“come sempre vado controcorrente facendomi così un nemico al giorno – è il titolo di un suo libro di successo -, ma devo fare l’elogio ai bad boys, ai cattivi ragazzi: dal cabezon Omar Sivori e a Diego Armando Maradona, i più grandi di sempre, fino a Cassano e Balotelli”), di neologismi (“mi considero un marchignolo essendo io nato a Sassocorvaro e poi cresciuto a Rimini in perenne equilibrio fra le Marche e la Romagna”), lo sport e il calcio in particolare l’hanno fatta da padroni. Molto interessante – e non poteva essere altrimenti - anche la sua interpretazione della responsabilità oggettiva delle società di calcio e dei giornalisti (ogni riferimento a calciopoli, al calcioscommesse e al caso di quel direttore condannato per omesso controllo di un articolo ritenuto diffamatorio e scritto da un suo collaboratore, è del tutto casuale ), così come particolarmente apprezzate sono state le notazioni sul ciclismo (Marco Pantani e Fiorenzo Magni), sul motociclismo (Simoncelli) e sull’attività sportiva svolta nella vicina Repubblica di San Marino patrimonio dell’Unesco e dell’umanità.

“Di San Marino – ha detto Cucci – ho sempre guardato con ammirazione l’imponenza del Monte Titano. Sia da Sassocorvaro dove sono nato, sia da Rimini dove s’era trasferita la mia famiglia, e anche da Novafeltria dove tuttora ho molti parenti, dovunque andassi mi si parava davanti la dolce vision di San Marino. Seguo con molto interesse l’attività svolta dalla federcalcio sammarinese e, di recente, mi ha fatto piacere sapere che contro l’Inghilterra, nel mitico Wembley, i ragazzi del presidente Crescentini hanno fatto bella figura. Con il prof. Crescentini ricordo di aver intrattenuto dei buoni rapporti professionali quando dirigevo Stadio. A metà degli anni Ottanta la federcalcio sammarinese chiese l’affiliazione alla Uefa e noi di Stadio, io ed i miei collaboratori di allora, Piccioli e Gabellini, sostenemmo il progetto con tutta una serie di servizi giornalistici che, oltre all’Uefa, aprirono anche le porte della Fifa. Inoltre, per il Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, alcuni anni fa ho curato la stesura di un libro sullo sport del Titano. Insomma: San Marino e lo sport sono parti integranti della mia esistenza”.

Fin qui Italo Cucci. Per il resto, beh, per tutto quel che riguarda lo sport - inteso in senso lato – questi può e deve diventare sempre più strumento di amicizia e di collaborazione fra le varie anime che popolano il variegato e per certi versi multietnico panorama sportivo italiano e quello, del tutto autoctono, dei nostri vicini di casa della Repubblica di San Marino con cui abbiamo affinità elettive (il Lions Club San Marino Undistricted e il Rimini-Riccione Host sono gemellati, ndr) anche per ciò che attiene molti altri aspetti della vita civile e sociale che riguarda i nostri due paesi.

E di questi sentimenti d’amicizia e di collaborazione si sono resi interpreti il presidente della Seconda Circoscrizione Diego Dell’Anna, unitamente al presidente di zona B, Graziano Lunghi, fino ai presidenti Stefano Berlini, Maurizio Della Marchina ,Gian Franco Simonetti e Vincenzo Vannoni, che hanno ringraziato Italo Cucci per la bella e indimenticabile serata. Un momento d’incontro conviviale ch’è servito a chiarire alcuni aspetti dello sport poco noti al grande pubblico e, soprattutto, a far conoscere e a valorizzare l’alta funzione etica svolta dal Lions International attraverso la proficua opera svolta dai suoi 1.350.000 (unmilionetrecentocinquantamila) soci presenti in 196 paesi del mondo.


 


 
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