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L’aeroporto del futuro?: una società che compete sul mercato

areoporto

Questa in sintesi l’indicazione che il dr. FABIO SOLERI, Direttore degli Aeroporti di Roma, ha dato ieri nel corso di un intermeeting tra i Lions Club Rimini Riccione Host ed Lions Club San Marino Undistrict.

Invitato dal Presidente del L.C. Rimini Riccione Host, Maurizio Morolli, il dr. Soleri ha svolto una interessante relazione sullo stato degli aeroporti italiani e sul loro futuro, con particolare riferimento a quelli regionali.

Ha confermato che in questi ultimi anni c’è stata una grossa crescita degli utenti del trasporto aereo che ha potuto approfittare delle offerte delle compagnie Low Cost che hanno invaso il mercato, mettendo spesso in crisi le Compagnie aeree più vecchie ed accreditate .

Oggi esistono in Europa solo 3/4 grosse compagnie aeree che si stanno sempre più consolidando come global player detenendo la supremazia dei voli intercontinentali (i più redditizi in termini finanziari). I nuovi player su questo mercato, che stanno sfidando le più accreditate compagnie europee, stanno diventando le compagnie medio orientali( quali Ethyad,,Emirates o Qatar) che acquisiscono sempre più nuove quote a sccapito delle compagnie meno grandi . Altre compagnie, quali la nostra Alitalia stanno sempre più assumendo la funzione di compagnie per il medio/corto raggio, dove, però, subiscono la grande concorrenza di quelle low cost (in primis Ryan Air e EasyJet).

Anche gli aeroporti, di conseguenza, hanno subito nel tempo grosse modifiche. In particolare in Italia abbiamo due grossi aeroporti (Fiumicino e Malpensa) che però non riescono a raggiungere i volumi dei grossi aeroporti internazionali europei sui quali operano le grosse compagnie di bandiera da Air France/KLM a British Airways a Lufthansa che hanno lì i loro” hubb” e che, grazie ad una politica di acquisizione di quote di altre Compagnie , stanno convogliando su di loro il traffico proveniente da regioni vicine per poi smistarlo sulle rotte intercontinentali. Aeroporti come Fiumicino o Malpensa hanno al massimo uno o due voli giornalieri della nostra Compagnia di bandiera verso poche destinazioni intercontinentali contro le numerose destinazioni che giornalmente vengono raggiunte dai vettori delle altre principali compagnie che decollano ed arrivano nei loro aeroporti di riferimento (Parigi,Londra, Francoforte).

In più, in Italia, in questi ultimi anni si è registrata la apertura di numerosi aeroporti a carattere “regionale” ognuno scollegato dall’altro , anzi in aperta competizione tra loro. Ciò ha creato, da un lato un diffuso utilizzo del mezzo aereo da parte di settori sempre più ampi di utenti ma, dall’altro, grazie alle compagnie low cost che “cannibalizzavano” gli aeroporti richiedendo contributi e servizi a basso costo , portando le gestioni degli aeroporti stessi ad un deficit sempre più ampio.

Si tenga poi conto che, sempre nel mercato italiano, da qualche anno sono entrati nuovi players quali TAV e NTV, ovvero le società dei treni ad alta velocità. Si pensi che dal 2009 al 2012 la TAV ha sottratto oltre 700.000 passeggeri alla tratta aerea Roma/Milano.

Quale futuro allora ?

Soleri ci dice che Il futuro vedrà una sempre maggiore concentrazione dei flussi di traffico sui “grossi aeroporti” che dovranno essere sempre più competitivi in termini di efficienza, velocità e servizi offerti all’utente. Gli aeroporti quindi dovranno essere gestiti in maniera sempre più manageriale ed il business del volo sarà affiancato anche dagli altri servizi “non volo” offerti all’utente all’interno di una rete di sinergie con altri operatori esterni .

Le grosse compagnie aeree si concentreranno sempre di più nei “loro”aeroporti mentre le altre compagnie serviranno da supporto per il convogliamento dell’utenza.

Le compagnie low cost saranno destinate a ridursi essenzialmente a due/tre con una ulteriore crescita dei volumi nel loro segmento. Si appoggeranno sempre più ad aeroporti “secondari” che meglio potranno rispondere alle loro esigenze di “velocità negli imbarchi e controlli di sicurezza” per i passeggeri , riducendo al minimo altri servizi non ritenuti necessari al transito. Ma gli aeroporti regionali o comunque minori, dovranno anch’essi essere gestiti con grande managerialità entrando in sinergia tra di loro, “diversificando e specializzando” ognuno la propria offerta.

Alla fine della relazione si è aperto un vivace dibattito , animato da numerose domande di chiarimenti a cui il relatore ha risposto in maniera esauriente e con grande professionalità riuscendo a “dribblare”, con eleganza, i quesiti posti sull’ Aeroporto di Rimini.

O. Di Giacomo

 
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