“Come se non bastasse la guerra, anche il terremoto" PDF Stampa E-mail
Scritto da Sabino V.   
Giovedì 17 Marzo 2016 22:14

Martedì 19 gennaio, alle ore 20,15, presso l’Hotel National di Rimini, sede del L.C. Rimini Riccione Host, si è svolto un incontro nel quale, il nostro Socio e caro amico Pierluigi Foschi, con la sua solita disponibilità e professionalità, in occasione della ricorrenza del centenario del terremoto di Rimini, ci ha intrattenuto con una relazione dal titolo:
“Come se non bastasse la guerra, anche il terremoto – Rimini 1916-2016”.
La serata è stata inoltre impreziosita dalla presenta dei Dottori Massimo Migani, Missionario all’Ospedale di Mutoko (Zymbawe) e Flavio Bologna, Responsabile del Progetto Cuore; i graditi ospiti ci hanno illustrato l’attività della Fondazione Marilena Pesaresi a cui sarà devoluta la metà dell’incasso del concerto MYO che si terrà il 26 febbraio al Teatro Novelli, organizzato dal Club, in collaborazione con Rimini Ail e a cui sarà devoluta l’altra parte dell’incasso.

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                                                                                                      Fotografie di: Daniele Bacchi 

 

Articolo scritto dal Socio Lion Ivo Castellani

Interessantissimo excursus storico al Meeting del 19 gennaio organizzato dal Lions Club Rimini Riccione Host, dove l’amico socio arch. Pierluigi Foschi ha tenuto una relazione su “Come se non bastasse la guerra, anche il terremoto – Rimini 1916 - 2016”.

Da ciò emerge che Rimini vanta il non invidiabile primato di aver ricevuto il primo bombardamento su suolo italiano della I Guerra Mondiale. Infatti il 23 maggio l’Italia trasmette la dichiarazione di guerra contro l’Austria-Ungheria e subito dopo, il 24 maggio alle ore 4,00 del mattino, la Città viene colpita dal mare dall’Incrociatore Sankt Georg: muore un cittadino riminese e vengono distrutti alcuni edifici. Dopo solo quattro ore dalla dichiarazione ufficiale italiana di guerra, Rimini poteva già contare la sua prima vittima!

L’attacco creò in città un clima di insicurezza dovuto necessariamente alle preoccupazioni dei riminesi per i propri cari richiamati sotto le armi e all’aggravarsi della situazione economica locale, in pesante crisi nelle due sue industrie più significative: quella balneare e quella della pesca.

E come se non bastasse la guerra, anche il terremoto! Infatti un anno dopo, il 17 maggio 2016, Rimini fu colpita da una fortissima scossa dell’VIII° grado della scala Mercalli, che causò danni gravissimi a numerosi edifici. Molte chiese e conventi, nonché il Palazzo comunale, furono pesantemente lesionati. La sequenza sismica si protrasse fino a dicembre. Le ulteriori scosse si verificarono il 16 giugno (VI°-VII° grado) e il 16 agosto (VIII° grado).

La scossa del 16 giugno fu meno forte e causò solo il crollo di qualche edificio lesionato dalla scossa precedente. Quella del 16 agosto fu invece molto forte ed ebbe effetti gravissimi lungo la costa, accentuando ulteriormente i danni provocati dalle scosse precedenti. Le cronache dell’epoca registrarono quattro morti e trenta feriti. Oltre quattromila persone dovettero abbandonare le loro case e 615 fabbricati essere demoliti. Unico aspetto positivo da rilevare in tutto ciò, fu che nella chiesa di Sant’Agostino le crepe dell’abside permisero di scoprire gli affreschi trecenteschi oggi conservati nel Museo della Città. Va da sé che questi eventi contribuirono a peggiorare le condizioni di vita degli abitanti della zona, già precarie per la concomitanza degli eventi bellici.

 

La relazione è stata accompagnata da abbondante documentazione fotografica dell’epoca, molto apprezzata dai numerosi presenti che hanno rivolto al relatore diverse domande.

rocca tende

 

In particolare un nostro socio ingegnere ha evidenziato un aspetto curioso (e per certi versi inquietante): a seguito del terremoto del 1916 numerosi comuni della Provincia di Forlì, alla quale apparteneva allora il Comune di Rimini, furono inseriti nel 1927 nell’elenco di quelli potenzialmente oggetto di eventi sismici e come tali sottoposti a restrizioni normative con aggravio dei costi di realizzazione degli edifici. Orbene, nel 1938 tutti i comuni della costa furono cancellati da tale elenco in quanto (testuale) “l’assoggettamento alle norme del decreto costituisce un notevole intralcio allo sviluppo edilizio di importanti stazioni balneari”. I Comuni dell’entroterra, privi di attività balneari, non furono oggetto di tale modifica.

Questo significa che il 70% degli edifici della costa, quelli costruiti tra gli anni ’40 e gli anni ’80 (Rimini nel 1983 tornò a essere classificata zona sismica, dopo il terremoto in Irpinia), è stato realizzato senza seguire norme antisismiche, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta!

Le lobby, così come sono potenti oggi, anche allora non scherzavano!

 

 

Il Socio Ivo Castellani

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Maggio 2016 08:30
 
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