Dante Alighieri e gli Scacchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Sabino Vittorio   
Mercoledì 23 Novembre 2016 21:26

Evento del 18/10/2016

Serata culturale del Club dal titolo: "Dante Alighieri e gli scacchi". Relatore della serata il Prof. Angelo Chiaretti studioso e grande conoscitore di Dante Alighieri che, attualmente,  riveste anche la carica di Presidente del Lions Club di Cattolica. Il Professor Chiaretti ha fondato, nel 1997, il Centro Studi Danteschi “S. Gregorio in Conca“, come Associazione Culturale, al fine di approfondire la conoscenza della vita e delle opere di Dante Alighieri, per un verso, ed al fine di recuperare e conservare l’antica abbazia di S.Gregorio (fondata a Morciano di Romagna da S.Pier Damiani nel 1061) ed i quattrocenteschi affreschi di Montefiore Conca (Rn), attribuiti a Giovanni Santi, padre del celeberrimo Raffaello Sanzio.

Molte le novità e le curiosità sviscerate dal Professore su Dante ed in paricolare sul gioco degli scacchi e sulla "matematica" di questo nostro Sommo Poeta così tanto studiato e e ancora tutto da scoprire.

Il gioco degli scacchi è legato ad una leggenda che ci piace riportare integralmente:

C'era una volta un ricchissimo Principe indiano. Le sue ricchezze erano tali che nulla gli mancava ed ogni suo desiderio poteva essere esaudito. Mancandogli però in tal modo proprio ciò che l'uomo comune spesso ha, ovvero la bramosia verso un desiderio inesaudibile, il Principe trascorreva le giornate nell'ozio e nella noia. Un giorno, stanco di tanta inerzia, annunciò a tutti che avrebbe donato qualunque cosa richiesta a colui che fosse riuscito a farlo divertire nuovamente.

A corte si presentò uno stuolo di personaggi d'ogni genere, eruditi saggi e stravaganti fachiri, improbabili maghi e spericolati saltimbanchi, sfarzosi nobili e zotici plebei, ma nessuno riuscì a rallegrare l'annoiato Principe. Finché si fece avanti un mercante, famoso per le sue invenzioni. Aprì una scatola, estrasse una tavola con disegnate alternatamente 64 caselle bianche e nere, vi appoggiò sopra 32 figure di legno variamente intagliate, e si rivolse al nobile reggente: "Vi porgo i miei omaggi, o potentissimo Signore, nonchè questo gioco di mia modesta invenzione. L'ho chiamato il gioco degli scacchi".

Il Principe guardò perplesso il mercante e gli chiese spiegazioni sulle regole. Il mercante gliele mostrò, sconfiggendolo in una partita dimostrativa. Punto sull'orgoglio il Principe chiese la rivincita, perdendo nuovamente. Fu alla quarta sconfitta consecutiva che capì il genio del mercante, accorgendosi per giunta che non provava più noia ma un gran divertimento! Memore della sua promessa, chiese all'inventore di tale sublime gioco quale ricompensa desiderasse.

Il mercante, con aria dimessa, chiese un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda, quattro chicchi per la terza, e via a raddoppiare fino all'ultima casella. Stupito da tanta modestia, il Principe diede ordine affinché la richiesta del mercante venisse subito esaudita. Gli scribi di corte si apprestarono a fare i conti, ma dopo qualche calcolo la meraviglia si stampò sui loro volti. Il risultato finale, infatti, era uguale alla quantità di grano ottenibile coltivando una superficie più grande della stessa Terra! Non potendo materialmente esaudire la richiesta dell'esoso mercante e non potendo neppure sottrarsi alla parola data, il Principe diede ordine di giustiziare immediatamente l'inventore degli scacchi.

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                                                                                                                 Fotografie a cura di Daniele Bacchi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Novembre 2016 23:57
 
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